Le parole al vento precipitano in fiori (o in spine)

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Ho scritto più volte su questo blog del nostro essere multidimensionale, del nostro sistema energetico, del sovrapporsi di più corpi, a partire da quello fisico denso fino a salire a corpi energetici sempre più sottili. Ogni nostra espressione è energia e anche le parole lo sono. La realtà esiste a vari livelli di vibrazione, tutto ciò che fa parte del mondo fisico vibra ad una frequenza più bassa rispetto a quello che appartiene al mondo delle emozioni, e poi a quello della mente, fino ad arrivare al nostro sé trascendente e a una dimensione spirituale.

La parola è un potente strumento di connessione tra diversi livelli vibrazionali del nostro essere multidimensionale. Ogni parola trasporta il contenuto della mente a un livello più alto, e grazie al caricamento energetico dell’intenzione esce fuori del nostro sistema sottile e si proietta all’esterno, insieme ad altre parole collegate, nelle sembianze  di una forma-pensiero. In sostanza quando pronunciamo delle frasi cariche di significato stiamo lanciando nell’universo un’idea che fino a poco prima era custodita all’interno del nostro sistema. Proiettandola all’esterno lanciamo un messaggio che è una sorta di richiamo. Un richiamo alla materializzazione nel mondo fisico dell’idea espressa. Un richiamo alla coalizione di forze ed energie che ci devono aiutare (questa è l’intenzione originaria) a realizzare il concetto correlato.

In parole povere: se noi pensiamo che un certo impegno va oltre alle nostre forze e generiamo pensieri del tipo “non ce la farò”, “non ne ho la capacità”, ecc. stiamo creando una serie di effetti, neurologici ed energetici, che minano le nostre possibilità di assolvere effettivamente quell’impegno. Ma nel momento in cui noi, parlando con un amico o un conoscente, DICIAMO che non ce la faremo, ecc., allora proiettiamo questo messaggio all’esterno. Le forze esterne lo recepiscono e si attivano, in base alla legge di risonanza, attirando altre forze ed energie correlate fino a determinare eventi (in questo caso negativi) che ci impediranno di portare a termine l’impegno.  Sembra inverosimile, ma non lo è affatto. Prova a tornare indietro nel tempo e a cercare gli effetti delle tue parole, dei tuoi discorsi, delle tue lamentele, dei tuoi ragionamenti, ma anche delle volte che hai detto con forza “ho deciso che…”.

Apro e chiudo una parentesi… Pensiamo alla Genesi e prendiamo in prestito alcune frasi di un articolo del cardinale su Famiglia Cristiana:

La frase che dà il via al racconto della creazione porta in sè un ampio ventaglio di valori simbolici e nell’antitesi con le tenebre diventa un paradigma morale e spirituale. Anche senza conoscere la lingua della Bibbia, l’ebraico, è facile sentire il ritmo e la rima di questa frase iniziale del racconto della creazione: Wajjo’mer ’elohîm: Jehî ’ôr. Wajjehî ’ôr, «Dio disse: Sia la luce! E la luce fu» (Genesi 1,3). È il celebre imperativo divino che dà il via al Creato con l’elemento primordiale della luce, frase che è divenuta popolare nella traduzione latina Fiat lux.” “

La creazione entra pertanto in una fase decisiva, secondo la religione cristiana, con una frase.  Questa  particolarità rappresenta in modo esemplare il potere della parola. Le parole creano, le parole hanno una vibrazione.  dita

Prima di andare avanti puoi rileggere l’articolo del blog “Quello che ti dici è la tua strada“, che ho pubblicato nella scorsa estate ed è un ottimo complemento a quello che stiamo trattando in questo post.

Attento/a a come parli! Le parole da non dire.

Come parli? Usi spesso parole o frasi negative? O al contrario quando parli sprizzi ottimismo da tutti i pori?

Se fino ad oggi non ci hai pensato molto, questo è il momento per riesaminare il tuo linguaggio e fare attenzione ai termini demotivanti, depotenzianti, ma che, soprattutto, lanciano messaggi pericolosi al mondo esterno.

Avrei dovuto…

Ogni volta che inizi una frase con “avrei dovuto…“, stai facendo riferimento al passato e ti stai soffermando su di esso invece di essere centrato/a su ciò che puoi cambiare ora. Il passato è passato, il passato è andato. Non solo non è più modificabile, per cui eventuali risultati negativi sono cristallizzati per sempre nella mente, ma è anche un chiaro richiamo del rimpianto e può risultare molto distruttiva nonché causare battute d’arresto sul tuo percorso. Prova invece a sostituirla con propositi e azioni in corso o future, del tipo “ora ho deciso che …”.  Quando questo trasferimento dell’attenzione, questa trasformazione, sarà diventata una prassi, comincerai a vedere risultati concreti.

Non posso…

Non puoi? Ah ok, allora non ci riuscirai. Le forze dell’universo rispondono a tono e in modo coerente. Magari Tu stai solo esprimendo una Tua paura, un dubbio, nella speranza di essere aiutato/a, supportato/a, coccolato/a. Ma intanto l’energia associata al “non posso” genera effetti negativi. Meglio sostituirla con affermazioni positive, naturalmente ragionevoli e accettabili (consulta l’articolo “Quello che ti dici è la tua strada” per i consigli su come scrivere le affermazioni positive), con le quali dici chiaramente di quali risorse hai bisogno per portare a termine il compito. Per esempio “posso farlo, lo farò…, ma devo avere più tempo e il tuo aiuto nel reperire gli indirizzi…

Non ce la faccio più…

Un altro grido di allarme molto diffuso e molto negativo. Questa frase intanto sottende che stai facendo qualcosa di sbagliato, che ti sei cacciato/a nei guai a causa di qualche errore o per aver subito supinamente una situazione inaccettabile. Ma non solo, perché “non ce la faccio più” si porta dietro, come in una catena di disgrazie, anche “non ce la farò mai” e “non posso“, accumulando più effetti negativi in una sola frase.  Anche in questo caso occorre progettare una trasformazione dell’enunciato originario e sostituirlo con l’annuncio di una o più azioni concrete che miglioreranno la nostra situazione.

Naturalmente ci sono molte altre parole e frasi che inducono effetti negativi, ma penso che ormai hai capito il meccanismo per cui passiamo alle parole e frasi positive.

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Dalla difesa all’attacco: l’abitudine di enunciare i buoni propositi

Se hai compreso il messaggio, è l’ora di iniziare a scegliere le parole che dici le parole che usi per descrivere te stesso e la tua vita, consapevolmente.

Io sono quello che sono

Un buon modo per abituarsi a usare parole o frasi potenzianti è di selezionare una serie di buone qualità che si posseggono senza ombra di dubbio (poche o tante che siano, non importa) e usarle spesso precedute dalla formula “Io sono…“.

Io sono rispettoso dei sentimenti degli altri…“, “Io sono una persona intelligente…“, “Io sono sempre allegra…“.  Ma una delle formule più potenti è “Io sono quello che sono“. Con questa frase state annunciando verbalmente che vi siete riunificati con Voi stessi e con tutto quello che vi circonda. Attenzione, (!) non banalizzare questa frase, che va anzi sentita profondamente, pronunciandola in uno stato meditativo e di rilassamento, in contatto con il tuo centro. Crea quindi l’atmosfera giusta e ascolta Te stesso/a. Solo quando sei pronto/a pronuncia la frase “Io sono quello che sono“.

Parla dal cuore, parla di amore

Quando ci lamentiamo della nostra sfortuna nella vita, parliamo con ansia o usiamo parole di odio, di solito lo facciamo da uno stato di paura. Quindi, il primo passo che devi compiere per vincere questo stato è praticare una migliore consapevolezza di sé sulle parole che stai usando. E’ importante non solo riconoscere la paura, ma soprattutto comprendere che esprimendo attraverso le parole violente la tua paura non fari niente di buono per la Tua felicità.

Molto meglio scegliere le parole con coraggio, consapevolezza e amore. Parla sempre da uno stato d’amore: amore per Te, per la tua vita e per gli altri. Le tue parole sono uguali al tuo mondo, quindi usale con saggezza.

“Amare” e “Amore” sono parole che generano effetti grandiosi, ma mai se usate a sproposito. Lo sono invece se nascono dal cuore, piuttosto che dalla mente. Dire “Amo arrivare primo” significa in molti casi accostare la parola “amore” a vibrazioni basse, le vibrazioni della competizione esasperata, del vincere a spese di un altro, ecc.

Diverso invece esprimere concetti come “amo la bellezza“, “amo la luce“, “amo la perfezione“.

E ricorda sempre che … “Quello che ti dici è la tua strada” .

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