Sandro Savoldelli – consulente personale ad approccio olistico

Sandro SavoldelliConsulente in crescita personale e benessere integrato ad approccio olistico – Professionista disciplinato ai sensi della legge n° 4/2013, iscritto nel registro professionale degli Operatori Olistici di ASPIN, codice n° TR-1084-OP-P

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Ciao, sono Sandro, Master Practitioner in PNL e appassionato studioso/ricercatore sulla natura dell’essere umano e sui percorsi di crescita personale.

Sono un facilitatore del benessere olistico e dell’evoluzione integrata. Alleno le persone sane* all’uso di tecniche energetiche vibrazionali e di tecniche di PNL con lo scopo di migliorare la qualità di vita della persona, facendo leva sui suoi punti di forza e  sostenendo le capacità di scelta e di cambiamento.

Lo scopo del mio lavoro è di aiutare le persone ad aiutarsi, a guadagnare una maggiore libertà di scelta, a conoscere sé stesse ed essere sempre più consapevoli della realtà intorno a loro, a liberare le proprie energie per scoprire e coltivare i propri talenti, con l’obiettivo di: diventare responsabili del proprio destino; ampliare l’orizzonte e le possibilità di scelta (più liberi!); lasciare andare ciò che non serve più (vecchi schemi, comportamenti e relazioni non funzionali); comprendere il senso e l’insegnamento delle proprie esperienze, anche quelle “negative”; essere sovrano di Sé stesso; imparare a trasformare cose, eventi e situazioni in modo inclusivo; diventare co-creatore della propria realtà

Nell’ambito degli scopi generali si possono approfondire alcuni obiettivi specifici di lavoro, per esempio…

♥  conoscere meglio sé stessi

  migliorare il proprio modo di comunicare o di gestire determinate situazioni

♥  perseguire un approccio quanto più positivo e gioioso

  coltivare un atteggiamento amorevole verso sé stessi e valorizzare i propri talenti e le proprie qualità

♥  ristrutturare convinzioni limitanti acquistando una maggiore libertà di scelta

  acquisire e integrare risorse mentali per affrontare nuove sfide o la complessità del quotidiano

♥  imparare a rilassarsi, a staccare la spina e concedersi momenti di quiete

  ripulire, bilanciare e ricaricare il proprio sistema energetico vibrazionale (chakra, piani aurici…)

♥  raggiungere e mantenere l’armonia e l’allineamento con il proprio essere olistico.

Credo molto nel valore individuale e nel fatto che non c’è nessuno che valga meno o più degli altri. Mi batto per un mondo dove i rapporti tra le persone e i popoli siamo improntati al reciproco rispetto, alla benevolenza, all’accoglienza e alla solidarietà.

*: Il mio intervento si rivolge a persone sostanzialmente sane, che non hanno bisogno di una “cura” di tipo psicoterapeutico o farmacologico ma solo di un supporto per affrontare e gestire meglio determinate situazioni o decisioni. Il trattamento degli stati di sofferenza psicologica e dei disturbi mentali in Italia è di esclusiva competenza dei psicoterapeuti .


“Odi?” chiede lo sguardo silenzioso di Vasudeva. Siddharta annuì.  “Ascolta meglio!” sussurrò Vasudeva. Siddharta si sforzò di ascoltare meglio. L’immagine del padre, la sua propria immagine, l’immagine del figlio si mescolarono l’una nell’altra, anche l’immagine di Kamala apparve e sparì, e così l’immagine di Govinda, e altre ancora, e tutte si mescolarono insieme, tutte si tramutarono in fiume, tutte fluirono come un fiume verso la meta, bramose, avide, sofferenti, e la voce del fiume suonava piena di nostalgia, piena di ardente dolore, d’insaziabile desiderio. Il fiume tendeva alla meta, Siddharta lo vedeva affrettarsi, quel fiume che era fatto di lui  e dei suoi e di tutti gli uomini che avesse mai visto, tutte le onde, tutta quell’acqua si affrettavano, soffrendo, verso le loro mete.  Molte mete: la cascata, il lago, le rapide, il mare, e tutte le mete venivano raggiunte, e a ogni meta una nuova ne seguiva, e dall’acqua si generava vapore e saliva in cielo, diventava pioggia e precipitava giù dal cielo, diventava fonte, ruscello, fiume, e di nuovo riprendeva il suo cammino, di nuovo cominciava a fluire. Ma l’avida voce era mutata. Ancora suonava piena d’ansia e d’affanno, ma altre voci si univano a lei, voci di gioia e di dolore, voci buone e cattive, sorridenti e tristi, cento voci, mille voci.  Siddharta ascoltava. Era ora tutt’orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire: sentiva che ora aveva appreso tutta l’arte dell’ascoltare. Spesso aveva ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume, ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme (…).  E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. (…).

In quell’ora Siddharta cessò di lottare contro il destino, in quell’ora cessò di soffrire. Sul suo volto fioriva la serenità del sapere, cui più non contrasta alcuna volontà, il sapere che conosce la perfezione, che è in accordo con il fiume del divenire, con la corrente della vita, un sapere che è pieno di compassione e di simpatia, docile al flusso degli eventi, aderente all’Unità.  [estratto da “Siddharta” di Hermann Hesse]