Quando tutto ci crolla addosso…

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Ci sono anche momenti bui nella vita. Momenti nei quali tutto sembra andare per il verso sbagliato e magicamente una serie di eventi ci si abbatte addosso. A volte circostanze sfortunate quali perdere un lavoro, subire una perdita finanziaria, veder sfumare una buona occasione, si accompagnano a tensioni familiari e problemi nelle relazioni con gli altri. I dispiaceri si accumulano in un groviglio intricato e ci sembra di entrare in uno stato di disperazione permanente.

Sono questi i momenti nei quali tirar fuori le nostre risorse migliori, ma anche i momenti nei quali non aver timore di chiedere aiuto o accettarlo, semplicemente, da chi vuole e può darcelo.

Anche quando tutto sembra crollare, spetta a me decidere tra ridere o piangere, andare o restare, arrendersi o combattere; perchè ho scoperto, nel cammino incerto della vita, che il più  importante è il decidere.   (Andrew Parker)

Ma al di là dell’aiuto che può venire dagli altri, uscire da questi momenti è una prerogativa esclusivamente nostra. Il pensiero positivo è uno strumento potente per orientare il flusso degli eventi anche quando tutto sembra sfuggirci di mano e i nostri maggiori sforzi dovrebbero essere tesi, anche ora, a mettere da parte il problema e pensare con fiducia alla soluzione.  Parole, parole, parole ? No. Perché se è vero che il pensiero positivo è difficile da realizzare nei momenti difficili, dobbiamo essere consapevoli che rimuginare ossessivamente su quanto siamo disgraziati, sfortunati e incapaci, non farà altro che mantenerci nella difficoltà e se possibile peggiorare la situazione in una spirale senza fine.Nella psicologia la capacità di reagire a eventi negativi è definita come Resilienza. La resilienza è una capacità psichica che sfrutta risorse di varia natura dell’individuo: cognitive (l’individuo è in grado di razionalizzare e leggere al meglio la situazione) , affettive (una buona autostima, relazioni sociali e familiari positive, sistema valoriale consolidato), istintive (capacità innata di adattamento). La persona resiliente è capace di reagire alle avversità e probabilmente non ha mai sperimentato le sensazioni di disperazione e frustrazione di cui stiamo parlando. Quindi questo post non è per i resilienti, bensì per i NON-resilienti…Intanto per cominciare… qualche iniezione di logica!

1) La sfortuna non esiste

Sì è così. Per quanto “statisticamente” era quasi impossibile che andasse così male, o per quanto le circostanze negative sembrino sempre presentarsi a sfavore, pure la sfortuna non esiste. Non c’è nessuna punizione divina o peggio orchestrata dalle forze del male a nostro danno. Non c’è nessun sortilegio, nessuna magia che ci tiene incollati al fondo. Semmai ci può essere un pensiero-atteggiamento negativo, che in base alla legge di attrazione ci mette sovente nei guai. Ma è qualcosa che dipende solo da noi, mai da forze esterne, occulte e non.

2) I periodi “neri” hanno sempre una fine

Tutta la nostra vita è un alternarsi di momenti positivi e momenti negativi. I momenti positivi sono destinati a evaporare, così come i negativi, in un susseguirsi senza fine. Tutto è impermanente: beni fisici, proprietà, relazioni, l’integrità del corpo, le situazioni… Quindi anche questo momento negativo finirà e lascerà il posto a qualcos’altro. Anche nel corso della stessa giornata ci sono momenti di gioia e altri di rabbia o tristezza. Sofferenza e felicità non possono esistere da sole, così come il buio non può essere concepito se non si conosce la luce e viceversa.

3) Il Tuo stato d’animo dipende da Te

Come ha detto Parker (citazione a inizio articolo) lo stato d’animo è in definitiva una nostra decisione. Se vogliamo essere allegri anche in un momento di diffico-FAILURE-facebookoltà possiamo farlo. E’ una nostra esclusiva decisione!
Viceversa se vogliamo veder nero e disperarci alla minima avversità… beh , siamo ancora in grado di farlo (e ci riesce anche meglio…), è UNA NOSTRA DECISIONE.

Consigli pratici.

Di seguito ho riportato qualche consiglio pratico, messo insieme anche sulla base della lettura e sintesi di diversi articoli in rete.

a) inutile fare del vittimismo

Lagnarsi del fato avverso, prendersela con gli amici o le amiche che Ti hanno lasciato/a solo/a, entrare in uno stato di autocommiserazione… tutto inutile. Anzi, dannoso. Questo atteggiamento aumenta il senso di impotenza, manda segnali sbagliati al nostro inconscio (che ci ascolta… non dimentichiamolo…), allontana le amicizie anziché aumentarle (a chi piace essere accanto a una persona che è di umore costantemente nero, si offende per poco e ti rinfaccia qualsiasi piccola mancanza?). Quindi, basta vittimismo!  130325_r23312_p886-875

b) accettare quello che ci è successo o che ci sta succedendo

Qualsiasi soluzione valida alla nuova situazione non può emergere se non prendiamo atto di quello che è successo. Noi possiamo muoverci per piccoli passi, da qui a un po’ più in là. Se non accettiamo di essere qui ci manca la base per qualsiasi passo in avanti, anche il più insignificante. Abbandonarsi al flusso della vita, come abbiamo discusso in un post precedente, è un atteggiamento che ci potrà tornare più che utile nelle difficoltà. Lascia che il fiume ti porti con sé, opporsi alla corrente della vita non è possibile. Segui la direzione del fiume, puoi modificare un po’ la Tua posizione, muovendoTi nel modo più opportuno, ma sempre in armonia con la corrente.

c) trasformare la difficoltà in opportunità

Questo è il passo più difficile ma è decisivo. Se riusciamo a cogliere la sfida che la vita ci ha lanciato, potremo uscirne molto più forti e interiormente ricchi. Riflettiamo: tutte le persone che hanno superato momenti di sofferenza raccontano di essere riuscite a trasformare il loro modo di vedere le cose e riferiscono di essere migliorate. Ed è vero, purtroppo, che senza le difficoltà non siamo stimolati a trovare il meglio di noi.
Ecco allora che la difficoltà diventa un’opportunità. Opportunità di fare un passo avanti nel nostro cammino interiore, opportunità di recuperare sensibilità e attenzione verso le relazioni con gli altri, opportunità di apprezzare i piccoli momenti o le cose belle della natura e del nostro ambiente.
Opportunità di cercare una nuova prospettiva, opportunità di esprimere sentimenti come non eravamo mai riusciti a fare prima, opportunità di superare i falsi idoli creati dall’ego, opportunità, infine, di rompere convenzioni sociali e di liberarsi di legami-aspettative-obblighi che vengono dall’esterno ma che non abbiamo mai sentito come nostri.
La sofferenza può anche darci il coraggio di seguire sogni e aspirazioni che abbiamo sempre represso, aprirsi alla possibilità di cambiamenti e circostanze, che ci mettano in grado di realizzare noi stessi molto meglio di quanto fatto finora.
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d) Esorcizzare la sofferenza con un premio

Fare un viaggio, concedersi anche una sola mezza giornata di svago, comprare un vestito che ci era sempre piaciuto, premiarsi in qualsiasi modo vogliamo. E’ questo un ottimo sistema per esorcizzare la sofferenza e inviare al nostro inconscio un segnale positivo.
IO VALGO, IO MERITO, questo è il significato del gesto, questo il messaggio che potrà attivare le nostre energie interiori e provocare una reazione positiva. Perché il sistema funzioni, tuttavia, dovrà trattarsi di qualcosa per noi inconsueto, qualcosa che ci siamo concessi raramente in passato. L’enfasi non è sul gesto in sé bensì sulle emozioni che quel gesto attiva.

e) Dai agli altri la possibilità di aiutarTi, ma senza pretendere.

Nessuno è solo. Aprire il proprio cuore alle persone fidate non potrà che farci bene. Non sempre gli altri ci potranno dare un supporto concreto, né dovremmo pretendere ciò che l’altro non può dare, Ma il calore umano ci darà l’energia per ripartire.

Non importa quanto disastroso sia stato il tuo passato: il tuo futuro è ancora una tela immacolata tutta da dipingere. Tu non sei le tue vecchie abitudini. Tu non sei i tuoi fallimenti del passato. Tu sei soltanto ciò che pensi di essere in questo momento. Tu sei soltanto ciò che fai in questo preciso istante.   (da 15zen.net)

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